venerdì 30 novembre 2007

La storia si ripete




Spesso si dice che tutto è collegato, che tutto si ripete.
Corsi e ricorsi storici.
Ora per spiegare questo, vi racconterò una favola.

C’era una volta un orco.
Non un orco cattivo, anzi.
E una delle sue attività preferite era dedicarsi al suo piccolo appezzamento in cui coltivava insalata, pomodori ed altre verdure.
Era praticamente l’orco nell’orto.

Ora, in questo suo lavoro, un giorno colpì violentemente con il braccio un cespuglio rigoglioso che cresceva di fianco all’orticello. Un cespuglio con bacche di colore blu-violaceo.
Parliamo quindi dell’orco nell’orto con l’arto che urta il cespuglio di mirto.

C’è anche purtroppo una parte spiacevole. Qualche tempo prima l'orco aveva trovato sulla soglia di casa un poveraccio, in fin di vita. Lo curò, ma non ci fu nulla da fare. Così lo seppellì di fianco all’orto, proprio dove sarebbe poi sorto il cespuglio di mirto.
L’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

Ora, l’orco amava anche tenere qualche animale. In particolare un maiale a cui era affezionato, e per cui aveva approntato un grande giardino, con alberi e cespugli.
Il parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

Il parco era davvero molto bello, con una grande arcata nel viale d’entrata, e un'enorme siepe, nella quale era stata originariamente ricavata un’apertura, per permettere il passaggio.
Il varco dell’arco del parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

Ma con il tempo il passaggio, poco utilizzato, si era quasi chiuso. Era rimasta una piccola nicchia nella siepe, poi allargata per poter ospitare un contenitore per l’acqua, che era lasciato lì affinché gli eventuali passanti assetati si potessero abbeverare.
L'orcio dello squarcio del varco dell’arco del parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

E’ ovvio che qualcuno doveva occuparsi di riempire la damigiana quando questa era vuota. Se ne occupava un tipo mezzo cieco, a cui l’orco dava qualche moneta in cambio di questo servizio.
L’orbo dell’orcio dello squarcio del varco dell’arco del parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

Il poveraccio, oltre ad essere mezzo cieco, aveva contratto da tempo una malattia, molto grave, con la quale però conviveva, seppure con difficoltà.
Il morbo dell’orbo dell’orcio dello squarcio del varco dell’arco del parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto.

Ora, e qui si conclude la storia, il mezzo cieco era quello che aveva contagiato il pover’uomo che l’orco aveva cercato di curare senza riuscire.
Ecco quindi il morbo dell’orbo dell’orcio dello squarcio del varco dell’arco del parco del porco dell’orco nell’orto con l’arto che urta il mirto del morto... per il morbo dell’orbo dell’orcio dello squarcio del varco dell’arco del parco del porco dell’orco...
E così via all’infinito.

Così si conclude la favola,
dimostrando che tutto è collegato e tutto si ripete.